Il dolore di Francesca Fioretti

Il dolore di Francesca Fioretti

Marzo 22, 2019 Off Di News Online

Il dolore di Francesca Fioretti, ad un anno dalla morte il 4 marzo continua a rivivere ancora nella sua mente

È passato più di un anno dalla morte di Davide Astori, ma il dolore è ancora intatto per la sua compagna Francesca Fioretti. Il 4 marzo il capitano della Fiorentina ha avuto una morte improvvisa, si è spento nel sonno. La coppia era unita, aveva alle spalle numerosi progetti di vita.

Ad oggi l’attrice non riesce ancora a parlarne con disinvoltura: “Per me, il 4 marzo è ogni giorno: quando mangio, quando dormo, quando organizzo un viaggio sapendo di non poter farlo con lui. Mi è caduta addosso una tragedia, una disgrazia così grande da cambiare per sempre la mia prospettiva sulle cose. È stato un anno straziante, difficile e impegnativo. Non credevo di essere così forte”.

Come ha reagito Francesca alla scomparsa del suo compagno ?

Subito dopo aver appreso la notizia, per Francesca Fioretti è cominciato il calvario, un lungo percorso fatto di timori, fortunatamente è riuscita a superare molte cose per amore della figlia Vittoria. I primi giorni che è mancato Davide, la donna non era autonoma e non riusciva nemmeno a compiere delle banali azioni, si faceva accompagnare in bagno per lavarsi i denti.

Pian piano ha ripreso la sua vita di sempre, ricominciando dalla sua passione più grande, il teatro. Grazie al sostegno della psicologa infantile è riuscita nuovamente a coltivare il suo talento: “Ci sono andata subito, il giorno dopo la morte di Davide. Ero in confusione totale. Lei mi ha aiutato a capire che il 4 marzo era finita un’intera esistenza e che avrei dovuto cominciarne una completamente nuova: Se ti fa stare bene, mi ha detto, manda via tutti”.

Francesca F., trattata come una vedova di serie B

Non essendo sposata con Davide, Francesca è stata trattata come una vedova di serie B. Molto probabilmente se fosse stata sua moglie, avrebbe avuto più diritti. Secondo il suo pensiero, le coppie non sposate oggi subiscono un trattamento diverso, ne ha avuto prova lei. A poche ore dalla morte dell’atleta le sono state bloccate carte di credito in comune, con le quali sostenevano spese familiari e ha scoperto che per i prossimi 15 anni sarebbe stata seguita da un giudice tutelare.

Autore articolo: Annamaria Iannelli